Andrea Ceriani. Oltre il margine
Andrea Ceriani. Oltre il margine
MILANO, ITALY, October 22, 2026 /EINPresswire.com/ -- Dal 22 ottobre al 25 novembre 2026
Varese, Erco Flagship Store
via Dandolo angolo via Cavour
Visitabile su appuntamento il giovedì e il venerdì con
prenotazione su calendly.com
Mostra a cura di
Silvia Monaco
Progetto allestimento
Silvia Monaco, Andrea Ceriani
Progetto Grafico
Lorenzo Butti
Stampe fotografiche
fine art su carta Hahnemühle formato 40 x 53 mm
Star Art Service SRL, Legnano (MI)
Realizzazione allestimento
Redal 87 SNC, Meda (MB)
Con il patrocinio di
Ordine Architetti Varese
(la visita vale 2CFP)
Questa mostra rappresenta la seconda tappa di un percorso promosso da Erco Finestre, volto a promuovere collaborazioni con autori capaci di esprimere, attraverso la fotografia, una visione personale nella rappresentazione dell’architettura e del paesaggio.
Andrea Ceriani
Andrea Ceriani (1989) laureato in architettura presso il Politecnico di Milano, ha sviluppato durante il percorso universitario un crescente interesse per il disegno e la rappresentazione architettonica alle varie scale, quale strumento di analisi e restituzione del progetto. È in questo periodo che dalla generica passione per il mezzo fotografico individua nella fotografia di architettura un linguaggio espressivo congeniale in grado di ricercare la bellezza nell’equilibrio tra composizione, luce e misura, intesa come rapporto tra lo spazio e l’osservatore.
I suoi lavori effettuati su commissione per studi di architettura nazionali e internazionali sono presenti sulle principali riviste di settore quali Divisare, AD Italia, Elle Decor, ArchDaily e Area.
Ha contribuito a diverse pubblicazioni, tra le quali Luigi Vermi Architetto del Novecento, a cura dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Varese (2022), Abitare il legno - Inhabiting wood di Edoardo Milesi (2021), Sacri Monti e altre storie. Architettura come racconto, a cura
di Claudia Tinazzi (2015).
Le sue fotografie sono state selezionate in occasione di concorsi promossi da importanti istituzioni come Photomaarc, Architizer, il MAXXI di Roma (mostra L’Italia di Zaha Hadid), l’EPFL di Losanna (mostra Life at the Rolex Learning Center: the building and its inhabitants). www.andreaceriani.com
La mostra
Le dodici fotografie che compongono questa mostra sono state scelte allo scopo di raccontare un tema centrale del lavoro di Andrea Ceriani, che egli stesso identifica con l’esplorazione della ‘soglia’, ovvero la relazione spaziale che si innesca tra ciò che accade all’interno e ciò che sta oltre il margine, un sottile spazio di confine spesso identificato da un elemento architettonico quale un parapetto, una parete, una finestra.
In questi scatti risulta evidente la ricerca attenta di un luogo di sosta, un punto nel quale fermare lo sguardo, un limite che definisce il vicino e il lontano e li mette in relazione. Il percorso attraverso le immagini ci restituisce l’idea che il rapporto tra interno ed esterno, tra vicinanza e lontananza possa fornire un’esperienza ricca di variabili percettive.
La sequenza si apre con una finestra reale, c’è il gesto dinamico dell’apertura, che fa intuire l’esistenza di un interno non visibile, siamo in un esterno reale ma l’interno è immaginario.
Il percorso prosegue con alcune inquadrature dove l’architettura è in primo piano, può fermare lo sguardo contro un vano cieco, può farci penetrare in un interno domestico, confuso nel riflesso del paesaggio sul vetro, può infine ridursi a un rudere che funge da cannocchiale sulla vista della campagna stemperata in un cielo lattiginoso.
Nelle immagini che seguono, l’architettura in primo piano si riduce al suo elemento minimo, il muro come superficie piana, come limite visivo che crea uno stacco netto con le architetture in lontananza. Da qui in avanti è proprio l’idea di lontananza che si espande.
Negli scatti sui paesaggi marini le linee del costruito si riducono progressivamente a pochi elementi lineari fino a scomparire, la linea dell’orizzonte si sfuma fino a fondere cielo e mare in un'unica superficie quasi bianca, l’immagine è quasi astratta.
Ogni fotografia di questo percorso visivo è una finestra reale o immaginaria, un luogo di confine da cui osservare silenziosamente cosa accade al di là, dapprima soffermandosi sulla solida staticità del primo piano, fino a spingersi nella dimensione indefinita e inafferrabile dell’orizzonte.
Alla fine del racconto, resta un senso di quiete, rimane l’idea di recuperare la possibilità di fermarsi e ascoltare il silenzio come presenza che completa e riempie lo spazio impresso sulla carta fotografica.
Per chi conosce Andrea Ceriani soprattutto attraverso i suoi lavori di fotografo di architettura, spesso applicata al racconto degli spazi interni, questa mostra vuole rivelare e mettere in risalto ciò che rende originale il suo modo di vedere e restituire anche gli elementi di un progetto. Questi scatti, esito di una ricerca personale, fanno emergere il suo uso della luce naturale, che spesso si manifesta con superfici bianche opalescenti e sfumate, siano esse le pareti interne di una stanza o i cieli di foschia dei paesaggi, le opere in mostra danno risalto al suo punto di vista di osservatore silenzioso, in ascolto dello spazio.
Il percorso fotografico della mostra si apre e si chiude con due citazioni scelte dall’autore che esprimono una grande assonanza con il suo modo di guardare il mondo.
“Io non chiedo di vedere ciò che mi attende all’orizzonte, un passo solo mi sarà sufficiente”
(Guidami tu luce gentile, J. H. Newman, 1833)
“Al silenzio appartiene la contradditorietà. Nel silenzio si nascondono tutti i rumori possibili, come nel bianco si rifrangono tutti i colori del nostro spettro cromatico”.
(Stefano Raimondi, Portatori di Silenzio, 2012)
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